"Chi accumula libri, accumula desideri;
e chi accumula molti desideri è molto giovane,
anche a ottant'anni."
Ugo Ojetti
"Sono una lettrice da sempre.
Ho letto in ogni fase della mia vita
e non c'è mai stato un periodo in cui la lettura
non sia stata per me la gioia più grande."
Diane Setterfield

lunedì 28 luglio 2014

Princess

di
Lauren Kate
autrice della saga Fallen.






Niente
può farti
più male
di ciò che
desideri con 
tutta 
te stessa.




"Princess" è il romanzo d'esordio di Lauren Kate, che tutti conosciamo per il successo mondiale della saga di Fallen, pubblicata da Rizzoli, così come Princess.
Il titolo originale dell'opera è "The Betrayal of Natalie Hargrove", e la prima edizione risale al 2009, mentre la prima edizione italiana venne pubblicata nel 2011.

Non condivido la scelta del titolo dell'edizione italiana, ne tanto meno la cover.
Il titolo originale, infatti, rispecchia meglio l'intera vicenda, mentre Princess si riferisce al solo desiderio della protagonista di essere eletta principessa al ballo della scuola.
La cover originale riporta una ragazza, molto simile alla descrizione di Nat, con un abito che molto si avvicina a quello indossato dalla stessa Nat ad uno degli eventi della Palmetto High. Inoltre, trovo che la cover americana con la ragazza a testa china e appoggiata alla mano, piegata su se stessa meglio rispecchia la sensazione di veder cadere il proprio mondo pezzo dopo pezzo, e veder fuggire via dalle tue stesse mani ciò per cui hai lavorato. Tuttavia, la ragazza riportata sulla cover italiana potrebbe indicare il voler fuggire da un passato che si tenta di dimenticare. Le adoro entrambe, una però la trovo mento adatta rispetto all'altra.
Il libro è diviso in venti capitoli, narrati in prima persona dalla stessa Natalie, tranne prologo ed epilogo che sono invece narrati in terza persona. Lo stile, a mio parere, molto si discosta dai successivi romanzi di Lauren, così come il genere: mentre Fallen è un urban fantasy, Princess si classifica come uno young adult, e aggiungerei anche un pizzico di leggero thriller.
Per chi non avesse letto il libro consiglio di non andare avanti, causa spoiler.
La protagonista è proprio Natalie Hargrove, una adolescente americana che apparentemente ha tutto ciò che ogni ragazza desidera: bellezza, intelligenza, ambizione, forza e amore. L'avere tutto, però, spinge a volere sempre di più. Non trovate? Ciò che a questo punto della sua vita Nat vuole è l'incoronazione a Principessa della Palmetto, insieme al suo fidanzato Mike King, rampollo di una ricca famiglia. Per ottenere questo la ragazza è pronta davvero a tutto, e per evitare che al posto di Mike venga eletto un certo Justin Balmer, a cui Nat è legata da ricordi sgradevoli, la nostra Principessa si mette perfino a giocare con la vita dello stesso Justin e gli tenderà uno scherzo, al solo scopo di umiliarlo e vendicarsi, che causerà la morte di J.B. A questo punto a causa di una serie di sotterfugi, segreti da mantenere, il passato che torna a bussare alla porta di Nat, si assisterà al declino della appena eletta principessa e al tragico, ma anche prevedibile, epilogo.
Natalie è il personaggio più superficiale di cui abbia mai letto. Dico, è davvero possibile avere come unico desiderio essere eletta principessa dal corpo studenti? Essendo figlia di un'arrampicatrice sociale l'unica cosa che mi viene da dire, citando anche una compagna di Nat, credo Darla, è che la ragazza è proprio degna figlia di sua madre. Le uniche cose a cui pensa sono atteggiarsi a gran donna di classe, indossare vestiti eleganti e snobbare tutte le ragazze ricche ma, ovviamente, meno eleganti di lei. Come ho già detto ha un fidanzato, Mike, che l'adora. La domanda che mi sorge spontanea è: cosa cavolo ci trova in lei? Non si rende conto che è profonda più o meno come una pozzanghera? Nonostante Mike provenga da una famiglia molto ricca lo trovo molto meno stereotipato di Nat, quasi più vero. Questo mi dispiace, perché Natalie scappa da un passato abbastanza doloroso, un pessimo padre, sempre ubriaco e senza lavoro, una madre in grado di portare un altro uomo nel suo letto mentre il marito è ancora addormentato a causa dei postumi della sbornia. Quindi, ripeto, mi dispiace che tutto questo dolore non abbia lasciato in Nat niente a parte la superficialità e la voglia estrema di cambiare vita. Quest'ultima la posso capire, anzi, è giusto nei confronti di quella ragazzina di dodici anni che viveva in una roulotte, in mezzo a bottiglie di Whisky, avere la possibilità di riscattarsi, ma è davvero cambiando il lato della città in cui vivere e cambiando scuola che questo avviene? Basta soltanto questo? E se davvero Mike l'ama così tanto perché Nat gli tiene nascosto il suo passato? La risposta arriva cristallina al diciannovesimo capitolo, quando la ragazza pensa: 

"Una volta gli sarei caduta ai piedi e avrei implorato i suoi baci, nel tentativo di smettere di vomitarci addosso insulti e cattiverie gratuite. Era terribile, ora, rendersi conto che le pensavamo davvero tutte, quelle cose sgradevoli."

Quindi anche la relazione di Nat e Mike si rivela una farsa, come tutto il mondo della ragazza.
Tuttavia la capisco, nel tentativo di voler nascondere la sua vita prima della Palmetto la capisco, può succedere a chiunque di avere un segreto ed erigere barriere, ma non condivido il modo di portare avanti la sua attuale vita, non condivido l'ambizione che la porta a non avere scrupoli, neanche dinanzi all'importanza della vita.
D'altra parte, il mondo in cui vive, l'intera Palmetto High, è piena di ragazze il cui unico pensiero è stare in bagno a ritoccarsi il trucco, pettinarsi i capelli e alimentare il grande circuito del pettegolezzo, e di ragazzi che organizzano festini a basa di alcol e droghe.
Proprio ad una di queste feste vediamo Nat e Mike abbandonare la location con un Justin Balmer strafatto e vestito da donna, con l'intento di accompagnarlo a casa; durante il tragitto Nat convince Mike a lasciare J.B davanti alla chiesa, in maniera tale che il giorno dopo, Domenica, tutti potessero vederlo ubriaco. Mike non sa però che la sua dolce fidanzata lascia Justin legato con una corda e gli porta via un flacone di compresse, credendo che fossero droghe. Uno scherzo proprio principesco. La mattina successiva, però, Nat viene a conoscenza della morte di Justin, scoprendo che quelle compresse erano degli anti epilettici. A questo punto, invece che confessare e rovinare la proprio immagine, Nat decide di incolpare un altro ragazzo, un tossicodipendente di cui è innamorata kate, un'amica di Nat. Nel fare questo porta in fondo al baratro anche Mike, che voleva invece confessare. L'epilogo è tragico ma anche giusto. Natalie, durante un litigio con Mike, cade attraverso una cortina di acqua gelida perdendo la vita, di Mike nessuna notizia.
Per concludere, questo non rientrerà tra i miei libri preferiti, ma se non si hanno troppe pretese si legge abbastanza bene.
Che dire? Ho sempre invidiato le adolescenti americane per la possibilità di partecipare a questo evento meraviglioso, che è il ballo scolastico, ho avuto la possibilità di leggere di tanti balli e guardarne milioni in film e telefilm,  mentre noi non abbiamo questa tradizione, ma se la situazione prende questa piega, beh... allora tanto meglio per noi!

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