"Chi accumula libri, accumula desideri;
e chi accumula molti desideri è molto giovane,
anche a ottant'anni."
Ugo Ojetti
"Sono una lettrice da sempre.
Ho letto in ogni fase della mia vita
e non c'è mai stato un periodo in cui la lettura
non sia stata per me la gioia più grande."
Diane Setterfield

domenica 4 marzo 2018

"La verità sul caso Harry Quebert" di Joël Dicker 📚❤️

"Come si può vivere se non si sa cadere?" 


Prima pubblicazione: 19 settembre 2012
Autore: Joël Dicker
Numero di pagine: 770
Generi: Fiction, Mistero
Trama: Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.


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La verità sul caso Harry Quebert è un romanzo giallo che volevo leggere da tempo, tuttavia non conoscevo l'autore e non è proprio il genere che leggo di solito, quindi ero un po' restia a comprarlo e leggerlo. Appena cominciato, però, non sono più riuscita a smettere di leggere, totalmente catapultata in una realtà nuova per me, tanto coinvolgente quanto inaspettata. Premetto che, essendo uno dei pochi libri di questo genere, scrivere la recensione non è affare da niente per me. Comincio dicendo che l'autore ha tutta la mia stima, il suo stile narrativo, il linguaggio utilizzato, tutto l'insieme fa si che nonostante sia un libro  di settecento pagine, ed oltre, queste scorrono come se niente fosse e il libro si legge facilmente; vi sono numerosi flashback, che non intaccano per niente la linearità della storia. L'idea di numerare i capitoli al contrario è geniale. È come se dalla prima pagina partisse un countdown fino alla risoluzione del caso. Il libro è diviso in tre parti e ogni capitolo è introdotto da uno degli insegnamenti del grande scrittore Quebert a Marcus, suo allievo e amico. Si tratta di consigli sulla scrittura e sulla vita; una sorta di guida per giovani scrittori. La narrazione alterna il pov di Marcus nel presente, 2008, alla narrazione onnisciente quando ci vengono illustrati gli eventi di quella tragica estate del 1975, e questo permette all'autore di introdurre molti personaggi e di intrecciare più storie in parallelo. Inoltre, è interessante il fatto che in questo libro siano presenti altri due libri. Mi spiego meglio. L'autore ci fa assistere alla stesura del grande romanzo di Marcus e sono presenti degli estratti del suo libro "Il caso Harry Quebert", ma non solo, infatti ci viene data la possibilità di leggere gli estratti di un altro libro, cioè quello di Quebert, scritto nell'estate del 1975 - "Le origini del male". Per non parlare del fatto che alla fine "La verità sul caso Harry Quebert" è proprio il libro che Marcus scrive dopo aver scoperto cosa accadde davvero quell'estate! Per quanto riguarda i personaggi, elencarli tutti sarebbe un'impresa apocalittica, perché tutta l'intera città è coinvolta nel caso Kellergan. Ogni abitante di Aurora ci mostra attraverso la propria storia uno spezzone della breve vita di Nola, anche un piccolo episodio che può essere cruciale per la risoluzione del caso o che, invece, funge da depistaggio. Attraverso i racconti di tutti gli abitanti di Aurora si cerca di ricostruire i fatti di quella tragica estate del '75, che sembrano non poter essere circoscritti solamente a quell'estate, ma che hanno origini passate e mai dimenticate anche se taciute. Il protagonista è Marcus Goldman un giovane scrittore che si trova ad affrontare il blocco dello scrittore e che, per ritrovare l'ispirazione, si reca dal suo unico amico e mentore Harry Quebert. Marcus, per buona parte del libro, non è altro che un uomo che ha paura di perdere, di non essere nessuno e diventa vittima della sua stessa paura, costringendosi fin da ragazzo a trovare stratagemmi per essere definito "Il formidabile", quando invece è stato, secondo me, soltanto un ragazzo molto insicuro. Dal momento in cui si reca ad Aurora comincia una scalata di suspense con Marcus che scava nel passato di Harry e di tutti gli abitanti della città per risolvere il caso Kellergan e, intanto, cerca di scrivere un grande capolavoro. L'autore ci mostra i fatti così come Marcus Goldman ne viene a conoscenza, e intreccia le storie e le testimonianze di tutti i personaggi dando, in questo modo, risposte alle domande che sorgono via via leggendo il romanzo. È come mettere insieme un grande puzzle e, così come Marcus durante le sue indagini, anche io mi sono ritrovata a creare una mappa mentale con tutti gli elementi a mia disposizione. È un romanzo che costringe a lavorare di testa, perché l'autore ci mostra i risultati delle indagini di Goldman e della polizia e ci indirizza verso una possibile teoria, mettendo insieme un castello di sabbia di informazioni, che crolla subito dopo quando fuoriesce un altro elemento che ribalta le carte in tavola, e così via dicendo fino all'epilogo, in questo modo Joël Dicker riesce a mantenere alta l'attenzione, e la tensione, dei suoi lettori dalla prima all'ultima pagina. Il libro è ricco di mistero e realtà rovesciate e mi è piaciuto molto, mi ha introdotta ad un genere che approfondirò sicuramente, magari leggendo l'altro romanzo di Dicker il cui protagonista è sempre Marcus Goldman. Come dicevo, mi è piaciuto molto e anche se qualche volta mi trasmetteva  un senso  di inquietudine, alla fine di questa lettura posso dire di essere piacevolmente sorpresa di aver "scoperto" un altro grande scrittore e un altro genere di narrativa che pensavo non mi piacesse particolarmente. Mi ha tenuta incollata alle pagine e ogni volta che credevo, come Marcus, di poter avanzare un'ipotesi valida, questa veniva smontata immediatamente e mai, mai, mi sarei aspettata la realtà dei fatti di quell'estate del 75. Sono rimasta davvero sorpresa e devo dire anche un po' angosciata!

"Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito." 


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"La risposta è lì: non importa vincere o perdere, Marcus. Quello che conta è il percorso che fai tra il gong della prima ripresa e quello finale. Il risultato del match, in fondo, è solo un'informazione per il pubblico. Chi ha il diritto di dire che hai perso, se tu senti di aver vinto? La vita è come una corsa podistica, Marcus: ci sarà sempre qualcuno più veloce o più lento di te. L'unica cosa che conta, alla fine, è l'energia con cui hai coperto il tuo percorso."

Bello!

Coinvolgente e appassionante.
Ricco di colpi scena.
Sorprendente!
 


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❤️

7 commenti:

  1. Sembra un libro veramente interessante! È la prima recensione che leggo, ma mi ha attirata! Lo terrò presente!

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  2. Ti ho nominata per un premio sul mio blog <3

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  3. Bellissima recensione! E' un libro che non ho mai letto, ma mi attira molto. Intanto ti informo che c'è un doppio premio per te nel mio blog https://creatoridimondi.net/2018/03/10/premio-il-meme-per-blog-fantasiosi/

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    1. Grazie mille, passo al più presto a leggere!! <3

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