"Chi accumula libri, accumula desideri;
e chi accumula molti desideri è molto giovane,
anche a ottant'anni."
Ugo Ojetti
"Sono una lettrice da sempre.
Ho letto in ogni fase della mia vita
e non c'è mai stato un periodo in cui la lettura
non sia stata per me la gioia più grande."
Diane Setterfield

domenica 8 luglio 2018

La forma dell'acqua - The Shape of water di Guillermo del Toro e Daniel Kraus 📘💙

Lo scorso fine settimana mi è servito per portare a termine alcune letture arretrate, tra queste "La forma dell'acqua".


Prima pubblicazione: 26 febbraio 2018
Generi: Fiction, Romanzo rosa, Fiction storica, Realismo magico, Narrativa fantasy, Fantasy romantico
Trama: Baltimora, 1962. Al Centro di Ricerca Aerospaziale di Occam è stata appena consegnata la «risorsa» più delicata e preziosa che abbia mai ricevuto: un uomo anfibio, catturato in Amazzonia. Il suo arrivo segna anche l’inizio di un commovente rapporto tra la singolare creatura ed Elisa, una donna muta che lavora al centro come addetta alle pulizie e usa il linguaggio dei segni per comunicare. Immaginazione, paura e romanticismo si mescolano in una storia d’amore avvincente, arricchita dalle illustrazioni di James Jean e destinata a conquistare lettori e spettatori. La forma dell’acqua – The Shape of Water è una storia diversa da qualsiasi cosa abbiamo letto o visto finora. Una storia unica, creata e interpretata da due artisti capaci di farci sognare in ugual misura con un libro e con un film, con le parole e con le immagini.

"La forma dell'acqua" è qualcosa che non ho mai letto prima, davvero. Un libro di Guillermo del Toro e Daniel Kraus. La trama dice "una grande storia d'amore" ma, secondo il mio punto di vista, non va letto come se fosse solo una storia d'amore, perché di fatto non lo è. C'è sicuramente un legame che va oltre tutto, oltre le parole, oltre i mondi di appartenenza diversi di questi due amanti, Elisa e la Creatura, oltre ogni tipo di barriera. Potrebbe essere la metafora per ogni amore che viene ancora considerato sbagliato. È l'inno all'amore universale. Ma, secondo me, non è il centro focale della storia perché la storia mostra il ritratto di una società dove il diverso è condannato, sbagliato, emarginato, tra segregazione razziale e omosessualità vengono presentati personaggi veri, che sono vivi, esistono e meritano rispetto, perché siamo tutti diversi, e questo dovrebbe essere un vanto, non una condanna. Dovrebbe spaventarci l'essere tutti uguali, omologati. Elisa è una inserviente muta che svolge il suo lavoro all'Occam calzando scarpe tutto fuorché comode. Tacchi, lustrini. Lo specchio della sua personalità trascurata a dispetto dell'invisibilità a cui la sua condizione l'ha costretta. L'eroina che rischia tutto per l'unica Creatura che finalmente la vede, la sente, la percepisce. La Creatura, la Risorsa, il Dio Branchia, il Devoniano e chi più ne ha più ne metta. Ma cosa è davvero? Un uomo anfibio, dotato di branchie e polmoni, di mani palmate e artigli, coperto di squame scintillanti, capace di illuminare se stesso e l'acqua di mille colori e sfumature. Dotato di intelligenza, insomma qualcosa che non si è mai visto. Proviene dall'Amazzonia e si trova nella base aerospaziale dell'Occam, a Baltimora, vittima di esperimenti da parte degli americani al fine di avere un nuovo riconoscimento, una nuova arma contro, e a spese, del governo sovietico. Per essere sempre un passo avanti. Tra Elisa e la Creatura nasce un legame che sarà la sola forza a tenere in vita la creatura fuori dal suo habitat naturale. Impareranno a capirsi e a comunicare soprattutto  attraverso le loro emozioni. Questo spingerà Elisa a compiere un gesto estremo rischiando tutta se stessa. 

«E quella volta, proprio quella, che lei porge la sua mano senza uovo, senza nulla, e lui allunga comunque la sua, trascina con leggerezza i suoi artigli lungo il polso di lei e li richiude come se si divertisse a fare quel gioco, a far finta che l'uovo ci sia davvero, a far finta di prenderlo, e lascia che le dita di Elisa si chiudano sulle sue, per quell'istante che non li rende né presente né passato, quell'istante che non li vede come essere umano e bestia, ma solo uomo e donna.»

Tra gli altri personaggi troviamo Zelda, donna di colore, collega e amica di Elisa. L'aiuto inaspettato che arriva senza averlo neanche chiesto. Invisibile per la società, se non per essere vittima di insulti e razzismo. Giles, pittore omosessuale, migliore amico di Elisa, nonché suo vicino di casa. Anche lui emarginato da una società che lo rifiuta, dalla cattiveria della gente, dalla paura, forse, della gente. Un uomo solo, con un grande cuore. Il mio personaggio preferito, ammiro il coraggio con il quale a circa sessantatré anni capisce, e decide, di dover riprendere in mano la propria vita. Aiutato da Laine Strickland, una donna privata del suo potenziale e condannata ad un matrimonio infelice. E poi i cattivi. Primo fra tutti Richard Stricklandun uomo imbruttito dalla guerra, folle oserei dire, la cui anima è consumata dai crimini commessi, che si accanisce contro la creatura come se fosse una competizione a chi più si avvicina a Dio. Un uomo semplicemente arido, ricco solo di cattiveria e non sono davvero riuscita a trovare in lui niente di buono. Ho sperato fino all'ultimo che avesse la fine che si meritava. Il libro è narrato da un narratore onnisciente, è diviso in capitoli che sono affrontati dal punto di vista di tutti questi personaggi. Alcuni dei capitoli che ho amato di più sono quelli affrontati dal pov di Dimitri Hoffstetler, accademico e scienziato russo che lavora all'Occam. Un capitolo in particolare è degno di nota, quello in cui Dimitri parla alla Creatura attraverso un monologo molto intenso.

«Sei tu, mio caro Devoniano, l'essere che ho atteso di incontrare per tutta la vita. Il nostro rapporto... avrebbe dovuto essere uno scrigno delle meraviglie. Lo so che il mio mondo è arido e freddo, eppure ci sono così tante cose che avrei potuto mostrarti, che avrebbero potuto darti gioia. Invece tra noi non c'è alcuna relazione, non è vero? Non sai neanche il mio nome. Il mio nome è Dimitri. E sono tanto, tanto felice di fare la tua conoscenza.
...
La creatura si dispone in posizione verticale dentro l'acqua in modo che quasi sfida le leggi fisiche, e fa un inchino verso Hoffstetler. Non c'è altro modo per descrivere quel gesto. Poi, tranquillamente, s'immerge, dando un ultimo colpetto con i piedi palmati che agli occhi di Hoffstetler sembra significare tanto un grazie quanto un addio.»

Non è di semplice lettura, almeno io non sono riuscita a leggere più di quattro o cinque capitoli di fila anche perché l'affrontare la storia dal punto di vista di così tanti personaggi mi sembra che la penalizzi un po', ma mi rendo conto che è così che doveva essere perché poi, alla fine, tutti questi personaggi sono collegati gli uni agli altri. Anche solo per un istante il cammino di ognuno di loro si intreccia con quello di tutti gli altri, perché così è la vita: l'entrata di una persona nella nostra vita, anche solo per un attimo, la cambia, ci cambia. Il libro è arricchito da alcune bellissime illustrazioni di James Jean che aiutano a calarsi in questa storia così particolare. Strana, mi verrebbe da dire. Non conoscevo gli autori, quindi non sapevo cosa aspettarmi, e non ho ancora visto il film, ma lo recupererò presto, perché ho sentito molti pareri positivi. Per quanto riguarda il libro, mi è piaciuto per certi aspetti e non mi è piaciuto per altri, credo che meriti, da parte mia, una rilettura. E prima o poi troverò il tempo. È un libro che mi portavo dietro da Maggio, circa, non perché non lo trovassi bello o interessante, piuttosto perché è qualcosa di diverso dalle solite letture, sia fantasy che romance, quindi ho avuto bisogno del mio tempo per capire, assimilare e andare avanti. 
Quindi, non leggetelo spinti dall'idea di leggere soltanto una storia d'amore tormentata e impossibile, ma consapevoli del fatto che il libro esplora molte sfaccettature dell'umanità, del periodo e della società in cui la vicenda si svolge. 

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